Naturalmente Capalbio

Capalbio è posto in cima a un monte, protetto alle spalle e tutto intorno a sé da una macchia fitta e vibrante di sfumature di verde, che declina in colline sempre più morbide, attraverso un’ampia fascia pianeggiante che muta colore con le stagioni, verso il lago di Burano, fino al mare.

Panorama

È una terra in cui la presenza dell’uomo, più che in altri posti, ha saputo svilupparsi in armonia con il ricco patrimonio ambientale e faunistico presente, custodendo i diversi ecosistemi dove flora e fauna vivono pressoché indisturbate, regalando all’osservatore attento momenti indimenticabili.

In pochi chilometri, partendo dal mare e spingendosi nell’entroterra possiamo trovare ambienti diversi, dalle dune sabbiose ricoperte dalle piante tipiche della macchia mediterranea, ai boschi di leccio, ad ambienti dominati da cerro, roverella, misti a orniello, acero e farnetto, una quercia tipica dell’Italia meridionale che trova proprio a Capalbio il suo limite settentrionale di diffusione.

Passeggiando al bordo del bosco, da marzo a maggio, periodo di fioritura di molteplici varietà di orchidee spontanee, non sarà difficile essere catturati dal verso della ghiandaia per quanto invece lo sarà vederla, o dal tamburellare del grande picchio verde che marchia il territorio battendo ritmicamente sui vecchi tronchi. Più rari i rapaci che sfruttando le calde correnti ascensionali, si possono osservare in tutta la loro maestosità.

Il cielo di Capalbio è popolato anche dalla poiana dal tipico fischio, dallo sparviere, il gheppio, il pecchiaiolo.

Sempre in primavera è la stagione migliore per osservare le numerose farfalle.

Cinghiale

È nell’intricato avvilupparsi di cespugli e piante che vive il cinghiale, re incontrastato di queste terre, simbolo, assieme al buttero, della Maremma Toscana a sugellare il vincolo stretto tra uomo e natura.

Accanto a lui gli ultimi esemplari di gatto selvatico, al sempre più raro istrice e a tassi, lepri, faine, donnole, ricci, starne, martore, volpi, caprioli e daini.

Diverso è il popolo degli ambienti umidi come il piccolo lago di San Floriano e Lago Acquato (riconosciuti area S.I.C. Sito di Importanza Comunitaria) dove è possibile trovare la nutria o castorino, originaria del Sud America e adattatasi perfettamente in Maremma dopo essere fuggita da allevamenti della zona, sostituendosi alla lontra, oggi quasi del tutto estinta.

A chi guarda la campagna dalle mura di Capalbio, o dalla cima di uno qualsiasi dei bassi colli che lo circondano, come da Tricosto da dove si ammira una vista a 360°, non sfugge il fascino che il territorio assume in seguito alla lavorazione sapiente dei contadini. Come in un armonioso patchwork si alternano le linee dritte dei filari, gli inserti precisi di colori diversi dovuti al risultato delle diverse coltivazioni, i toni scuri dei campi appena arati, i punti definiti degli olivi che da lontano sembrano tanti pon pon decorativi.

Ogni ambiente ha la sua fauna e qui, nelle aree coltivate della Maremma emergono l’imponente bovino maremmano, dalle lunghe corna e dal mantello biancosporco e grigio, i grandi branchi pecore che se muovono come un’onda in cerca di ombra o di erba fresca, il cavallo maremmano di piccola statura, ma dotato di grande resistenza, forza e vivacità.

Oasi del Lago di Burano

L’Oasi del Lago di Burano,nasce nel Comune di Capalbio nel 1966 come prima Oasi WWF Italiana che dal 1980 è riserva naturale di circa 600 ettari di superficie comprendente la spiaggia e il lago, il quale anticamente era collegato al mare da un canale artificiale.

Nel lembo di terra che si trova tra il mare e il lago,c’è la Torre di Burranaccio , raggiungibile solo percorrendo la spiaggia o via mare, fortificazione realizzata a metà del XVI sec. alta circa otto metri, di aspetto massiccio.

Oasi di Burano

La tipologia architettonica ricorda la Fortezza di Porto Santo Stefano, veniva utilizzata soprattutto per l’avvistamento e la segnalazione: una fumata di giorno o un fuoco di notte consentivano di mettere in allarme sia i presidi sul litorale che quelli all’interno della Rocca Aldobrandesca di Capalbio.

La Riserva annovera diverse specie di uccelli stanziali, ma anche migratori e acquatici che si fermano per brevi periodi (germano reale, il mestolone, falchi, capinere, pettirossi ecc.),è un importante luogo di svernamento, mentre la macchia mediterranea ospita mammiferi (daini, istrici, tassi, conigli selvatici, volpi, cinghiali, puzzole e ricci), insetti, testuggini terrestri e palustri, oltre ad una flora spettacolare e degna di nota.

Le visite nella riserva vengono organizzate dal WWF, l’Oasi è aperta da settembre ad aprile, la domenica l’orario delle visite è dalle 10.00 alle 14.30 (15.00 ora legale). Oasi del Wwf. Tel. 0564 898829 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

I gruppi e le scolaresche possono visitare tutti i giorni previa prenotazione, mentre le visite estive solo su prenotazione (l’ingresso per i soci è gratuito).

Punti di interesse: il lago, il giardino delle farfalle, la flora, la fauna, birdwatching

Il parco offre: percorsi natura attrezzati anche per diversamente abili, osservatori e torri di avvistamento, capanni fotografici, giardino delle farfalle, area faunistica della moretta tabaccata, foresteria con uso cucina, centro visite con sala di proiezioni anche in 3 Dimensioni.

Visite guidate, educazione ambientale, ricerca scientifica, sorveglianza, censimenti dell’avifauna, campi di lavoro per adulti.

 

 

Capalbio in Maremma

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